Autore: Angelo D'Ambra

Angelo D'Ambra, saggista, laureato in Scienze Politiche, anima il portale di divulgazione storica historiaregni.it, scrive di storia nordamericana per farwest.it e si occupa di critica cinematografica e musicale per planetcountry.it e passionecinema.it.

Con l’etichetta di “peplum” si è soliti indicare film ambientati nell’Antichità, che sia romana, greca, egizia o persino immaginaria, film in cui i protagonisti indossano le celebri tuniche dell’Età classica. Con questa accezione il genere finirebbe col comprendere anche film mitologici, biblici e di heroic fantasy. Il cinema peplum, però, ha delle caratteristiche peculiari, riconoscibilissime, che ci portano a distinguerlo ed a separarlo dalle pellicole di genere storico. Quali sono? Come prima cosa poniamo una rivendicazione orgogliosa: il peplum è prodotto in Italia, esclusivamente. Sì, i peplum sono stati tra i più caratteristici prodotti della cinematografia nostrana, la risposta nazionale…

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Comunicato stampa * DA CAPUA ALLA RICONQUISTA DELLO SPAGHETTI WESTERNIl 6, 7 e 8 Novembre a Camposecco (Roma) dopo 50 anni si torna a girare,dalla passione del capuano Gianpaolo Gentile.Da “Lo chiamavano trinità”, “Dio perdona… io no!”, “Keoma”per arrivare a “TUTTO PER UNA SPORCA STELLA…”Sul set anche il figlio di Remo Capitani che recitò in “Lo chiamavano Trinità”Una missione ben precisa: la riconquista di un territorio proprio come accadeva nel west,più precisamente quello di Camposecco (Camerata Nuova – Roma), l’altopiano più vasto edesteso tra i tanti che sono incastonati tra le cime del Parco dei Monti Simbruini.Ormai abbandonato dal mondo…

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Cosa fa funzionare un film d’orrore? E’ probabile che le spiegazioni del perchè si provi piacere nel guardare un film horror abbiano raggiunto un livello così scontato da non essere più credibili, come buona parte degli horror che esse hanno preteso di far capire. Preferiamo lasciare la domanda senza risposte, ma di fondo c’è che i personaggi di un buon horror dovrebbero sentirsi intrappolati in una situazione dalla quale non c’è scampo se non affrontando la minaccia ed imprigionare a loro volta lo spettatore in una situazione che sfocia obbligatoriamente nell’immagine repulsiva attesa. Eppure, che si sostenga il loro fondamento…

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Fu la prima star orientale di Hollywood, parliamo di Anna May Wong. Nacque nel 1905 nella Chinatown di Los Angeles e, sin da giovanissima, all’età di 14 anni, si dedicò al cinema, iniziando a fare la comparsa per la Metro Pictures che aveva i suoi studi prossimi alla lavanderia di Ville de Paris dove lei lavorava. La sua famiglia risiedeva in California dal 1855 vivendo di sacrifici e commercio, patendo tutti i disagi della condizione di minoranza cinese in America. L’attività di Anna, inizialmente osteggiata, rappresentò un riscatto per loro. Grazie alla sua avvenenza la ragazza divenne una delle prime…

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E’ il papà del western spagnolo, un regista che ha lasciato il segno. Parliamo del madrileno Joaquín Romero Marchent, un mago della cinepresa, che nel 1955 subentrò al messicano Fernando Soler come direttore del dittico “El Coyote” e “La Justicia del Coyote”, creato dal romanziere José Mallorquí, e, da allora, brillò nello spaghetti western. Quando si parla di spaghetti western, e di western spagnoli in particolare, non si può dimenticare Joaquín Romero Marchent, sceneggiatore per suo fratello Rafael di “Garringo” del 1969, con Anthony Steffen e Peter Lee Lawrence, e di “Lo irritarono… e Sartana fece piazza pulita” del 1970,…

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Nel 1955 Juan Antonio Bardem diresse il dramma “Muerte de un ciclista” ovvero “Gli egoisti”, con una inarrivabile Lucia Bosè affiancata da Alberto Closas. Fu Bardem stesso ad occuparsi della sceneggiatura col supporto di Luis Fernando Igoa. A Cannes il film vinse il Premio Internazionale della Critica, in patria fu biasimato, osteggiato, combattuto da un censura che non tardò ad individuare nella storia portata su pellicola non solo la messa alla berlina della borghesia spagnola coi suoi vezzi e la sua decadenza, ma anche della morale del regime franchista. I protagonisti sono “egoisti”, non percepiscono altro al di fuori dell’immagine,…

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Franco morì nel 1975, tre anni dopo fu votata l’abolizione della pena di morte in Spagna. Era anche l’esito dello scalpore che da quindici anni suscitava una pellicola divenuta subito un classico del cinema nazionale: “El verdugo” ovvero “La ballata del boia” . Nel 1963 Nino Manfredi prese parte a questo film del regista Luis García Berlanga e degli sceneggiatori Rafael Azzona e Ennio Flaiano, “El verdugo” ovvero “La ballata del boia”. Interpretò José Luis, il genero di un boia, che per necessità economiche e vantaggi burocratici è costretto controvoglia a succedere al suocero. Tuttavia José, pur disgustato da quella…

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Per incutere spavento, suscitare preoccupazioni e accendere il senso del terrore e dello sgomento le pellicole horror hanno fatto ricorso all’immaginario mostruoso europeo, alle insanie ed alle paranoie, alle superstizioni, ad angosce ataviche del Vecchio Mondo, con appena qualche accenno a inquietudini dall’eco esotico. In questo filone si segnala, nel 1982, “Il serpente alato” del regista e sceneggiatore Larry Cohen. La pellicola ha per protagonista una repellente divinità del truculento paganesimo messicano, Quetzalcoatl. Questa sorta di dinosauro protagonista della mitologia azteca, risvegliato dalle preghiere e dai sacrifici umani di un invasato, vola protettato dal sole nella solita Manhattan sporca, frenetica…

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Tante sono le attrici che brillarono per bravura e avvenenza in western divenuti memorabili per poi finire la loro carriera nel dimenticatoio. Ne ricordiamo alcune. Del cast di attori stellari de “I magnifici sette”, la bellissima Rosenda Monteros, interprete di Petra, fu l’ultima a lasciarci, il 29 dicembre 2018.Tra Yul Brynner, Steve McQueen, Charles Bronson, Robert Vaughn, Brad Dexter, Horst Buchholz, James Coburn e Eli Wallach, moretta, incantevole e aggraziata, non sfigurò.La sua Petra, si nasconde con le altre donne del villaggio quando arrivano gli uomini armati, ma viene presto scoperta. Bella quanto dolce e audace, s’innammora del personaggio interpretato da…

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Probabilmente tra le tante perle del mare di produzioni italo-spagnole finite nel dimenticatoio, “Due croci a Danger Pass” è una di quelle più lucenti. Il suo segreto è una intelligente sequenza di colpi di scena, una buona trama e un buon lotto di attori in cui spicca, Peter Martell, ovvero Pietro Martellanza. Il nostro nacque a Bolzano nel 1938 e si spense nella città natia nel 2010, dopo una bella carriera che toccò l’apice tra gli Anni Sessanta e Settanta per poi piombare nell’oblio. Passò dal lavare i piatti sui mercantili del Mare del Nord alle passarelle di…

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