Autore: Angelo D'Ambra

Angelo D'Ambra, saggista, laureato in Scienze Politiche, anima il portale di divulgazione storica historiaregni.it, scrive di storia nordamericana per farwest.it e si occupa di critica cinematografica e musicale per planetcountry.it e passionecinema.it.

Fu la prima star orientale di Hollywood, parliamo di Anna May Wong. Nacque nel 1905 nella Chinatown di Los Angeles e, sin da giovanissima, all’età di 14 anni, si dedicò al cinema, iniziando a fare la comparsa per la Metro Pictures che aveva i suoi studi prossimi alla lavanderia di Ville de Paris dove lei lavorava. La sua famiglia risiedeva in California dal 1855 vivendo di sacrifici e commercio, patendo tutti i disagi della condizione di minoranza cinese in America. L’attività di Anna, inizialmente osteggiata, rappresentò un riscatto per loro. Grazie alla sua avvenenza la ragazza divenne una delle prime…

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E’ il papà del western spagnolo, un regista che ha lasciato il segno. Parliamo del madrileno Joaquín Romero Marchent, un mago della cinepresa, che nel 1955 subentrò al messicano Fernando Soler come direttore del dittico “El Coyote” e “La Justicia del Coyote”, creato dal romanziere José Mallorquí, e, da allora, brillò nello spaghetti western. Quando si parla di spaghetti western, e di western spagnoli in particolare, non si può dimenticare Joaquín Romero Marchent, sceneggiatore per suo fratello Rafael di “Garringo” del 1969, con Anthony Steffen e Peter Lee Lawrence, e di “Lo irritarono… e Sartana fece piazza pulita” del 1970,…

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Nel 1955 Juan Antonio Bardem diresse il dramma “Muerte de un ciclista” ovvero “Gli egoisti”, con una inarrivabile Lucia Bosè affiancata da Alberto Closas. Fu Bardem stesso ad occuparsi della sceneggiatura col supporto di Luis Fernando Igoa. A Cannes il film vinse il Premio Internazionale della Critica, in patria fu biasimato, osteggiato, combattuto da un censura che non tardò ad individuare nella storia portata su pellicola non solo la messa alla berlina della borghesia spagnola coi suoi vezzi e la sua decadenza, ma anche della morale del regime franchista. I protagonisti sono “egoisti”, non percepiscono altro al di fuori dell’immagine,…

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Franco morì nel 1975, tre anni dopo fu votata l’abolizione della pena di morte in Spagna. Era anche l’esito dello scalpore che da quindici anni suscitava una pellicola divenuta subito un classico del cinema nazionale: “El verdugo” ovvero “La ballata del boia” . Nel 1963 Nino Manfredi prese parte a questo film del regista Luis García Berlanga e degli sceneggiatori Rafael Azzona e Ennio Flaiano, “El verdugo” ovvero “La ballata del boia”. Interpretò José Luis, il genero di un boia, che per necessità economiche e vantaggi burocratici è costretto controvoglia a succedere al suocero. Tuttavia José, pur disgustato da quella…

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Per incutere spavento, suscitare preoccupazioni e accendere il senso del terrore e dello sgomento le pellicole horror hanno fatto ricorso all’immaginario mostruoso europeo, alle insanie ed alle paranoie, alle superstizioni, ad angosce ataviche del Vecchio Mondo, con appena qualche accenno a inquietudini dall’eco esotico. In questo filone si segnala, nel 1982, “Il serpente alato” del regista e sceneggiatore Larry Cohen. La pellicola ha per protagonista una repellente divinità del truculento paganesimo messicano, Quetzalcoatl. Questa sorta di dinosauro protagonista della mitologia azteca, risvegliato dalle preghiere e dai sacrifici umani di un invasato, vola protettato dal sole nella solita Manhattan sporca, frenetica…

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Tante sono le attrici che brillarono per bravura e avvenenza in western divenuti memorabili per poi finire la loro carriera nel dimenticatoio. Ne ricordiamo alcune. Del cast di attori stellari de “I magnifici sette”, la bellissima Rosenda Monteros, interprete di Petra, fu l’ultima a lasciarci, il 29 dicembre 2018.Tra Yul Brynner, Steve McQueen, Charles Bronson, Robert Vaughn, Brad Dexter, Horst Buchholz, James Coburn e Eli Wallach, moretta, incantevole e aggraziata, non sfigurò.La sua Petra, si nasconde con le altre donne del villaggio quando arrivano gli uomini armati, ma viene presto scoperta. Bella quanto dolce e audace, s’innammora del personaggio interpretato da…

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Probabilmente tra le tante perle del mare di produzioni italo-spagnole finite nel dimenticatoio, “Due croci a Danger Pass” è una di quelle più lucenti. Il suo segreto è una intelligente sequenza di colpi di scena, una buona trama e un buon lotto di attori in cui spicca, Peter Martell, ovvero Pietro Martellanza. Il nostro nacque a Bolzano nel 1938 e si spense nella città natia nel 2010, dopo una bella carriera che toccò l’apice tra gli Anni Sessanta e Settanta per poi piombare nell’oblio. Passò dal lavare i piatti sui mercantili del Mare del Nord alle passarelle di…

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Irriverente, estrosa, forte, Katy Jurado spopolò in Messico e negli USA, disinvolta nei ruoli di femme fatale quanto in quelli più maturi. Vinse cinque Premi Ariel, un Golden Globe e divenne uno dei volti iconici del western. Nacque il 16 gennaio 1924, battezzata María Cristina Jurado García, in una famiglia benestante e costituzionalista che aveva dato al Messico il presidente Emilio Portes Gil ed il generale e musicista Belisario de Jesús García. Debuttò quindicenne in “La isla de la passion” di Emilio ‘El Indio’ Fernández, del 1941. Tre anni dopo recitò per Chano Urueta in “No matarás”, lanciandosi definitivamente in…

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Fu scoperto a Los Angeles, mentre puliva una stalla, da Dick Clayton, attore e agente in erba (qualche tempo dopo avrebbe fatto da manager a James Dean, Jane Fonda e Burt Reynolds). E’ l’incredibile storia di Tab Hunter, una delle grandi stelle del western. Indimenticabile la sua interpretazione in “Le colline bruciano” del 1956, Tab Hunter spiccò in ruoli da protagonista in diverse pellicole di pistoleri. Ricordiamo “Il sentiero della violenza” del 1958 e “L’uomo dai 7 capestri”, altro capolavoro western, del 1972. Lo ritroviamo in “Mani in alto!”, “Agguato nel sole” e in “Cordura”, con altri grandi…

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Si chiamava Marta Victoria Moya Peggo Bourgés. Era nata a Rosario, il 23 febbraio del 1931, e sin dall’età di sedici anni aveva preso a recitare in piccoli ruoli in film messicani. Fu in una di queste partecipazioni, “La bestia magnífica” del 1953, che un produttore, Raúl de Anda, le attribuì il nome d’arte con cui è divenuta celebre. La chiamò Linda cioè “bella” e poi Cristal, perchè la sua pelle era “perfetta come un cristallo”. Debuttò a Hollywood a metà degli Anni Cinquanta, con “La saga dei comanches” di George Sherman. Con Sherman lavorò ancora in “Una storia del…

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